Cosa potete dire del funk sperimentale (e delle voci) che abbiamo ascoltato in Peep? Avete cambiato il vostro atteggiamento o è solo cambiato il vostro modo di fare musica?
Lauri: Quando abbiamo registrato Peep avevamo appena iniziato a fare musica e si trattava solo di suonare qualcosa di veramente veloce, perlopiù si trattava solo di energia e non molto riguardo la melodia o lo stato d’animo. Per questo ci siamo avvicinati al funk e ascoltavamo gruppi come i Red Hot Chili Peppers e i Supergroove, dopodiché hanno iniziato a piacerci cose diverse e piano piano siamo stati coinvolti nel tipo di musica che facciamo ora.
Aki: Penso che il grande cambiamento sia avvenuto nel 1999 quando sono entrato a far parte del gruppo e da quel punto in poi ci siamo concentrati più sulla melodia.

Quando suonate i vostri pezzi in acustico sembrate gli Eagles in Hotel California…sto scherzando, ma penso che le vostre sessioni acustiche siano veramente belle. Perché non organizzate un tour acustico?
Lauri: Abbiamo suonato un tour completamente acustico in Germania, negli Hard Rock Cafe nel 2008 e abbiamo veramente dei bei ricordi di quel tour. È stato molto bello suonare solamente in acustico perché penso che sia veramente rilassante e possiamo parlare di più col pubblico, c’è più interazione rispetto a suonare forte tutto il tempo. C’è la possibilità che lo faremo un giorno, anche perché è più spontaneo e più spensierato, non è una cattiva idea.

Perché anche nelle sessioni acustiche dei concerti non suonate anche le tastiere come nel 2004?
Lauri: Veramente ci avevamo pensato per questo tour, ma come prima cosa non ho la giusta tastiera, ho solo quella grande che pesa circa 25kg e non voglio portarmela dietro (ride).
Sarebbe diverso se faremo un tour acustico un giorno, ho già ora delle visioni su come suonare la versione di “No Fear” nello stile di Tori Amos, versioni suggestive delle canzoni rock, sarebbe fantastico.
Aki: È veramente bravo a suonare il piano, mi piace il suo stile, dovresti farlo (parlando a Lauri).

La vostra musica ha ingrandito la scena musicale finlandese?
Aki: Certamente, abbiamo una scena musicale veramente ampia in Finlandia, abbiamo un sacco di buoni gruppi come gli Apocalyptica, HIM e i Sunrise Avenue. Anche il sistema scolastico supporta i gruppi musicali e in ogni scuola ci sono batterie e chitarre così che puoi provare strumenti diversi.

Forse è per questo che ci sono così tanti ottimi gruppi, qui in Italia non c’è niente del genere…
Aki: Ma voi giocate a calcio, noi suoniamo musica; perché quando c’è un sacco di neve fuori e stiamo dentro in casa, dobbiamo fare qualcosa.
Lauri: E “Dead Letters” è l’album più venduto della storia in Finlandia e l’album finlandese più venduto al mondo, decisamente fa conoscere la musica finlandese all’estero perché le persone si interessano prima al nostro gruppo e cercano su Google “The Rasmus” arrivano poi ad altri gruppi.
Ci è stato d’aiuto anche andare in tour con gli HIM anni fa, essere supportati da loro ed iniziare.

Perché il primo titolo dell’ultimo album era in origine “Kissa ja Hiiri” (Gatto e topo in finlandese)?
Lauri: Perché avevamo questo riff di chitarra che sembrava come un gatto che correva dietro ad un topo, e quindi l’abbiamo chiamato “Kissa ja Hiiri”.
Aki: Penso che abbiamo fatto un grosso errore per aver scelto “The Rasmus” come titolo dell’album, doveva essere “The Rasmus Kissa ja Hiiri”.
Lauri: Sì, e segretamente lo è.
Aki: E non dirlo a nessuno!

La scaletta delle canzoni che suonate in questo tour è quasi sempre la stessa, perché non suonate più canzoni diverse?
Aki: Suoniamo solo le canzoni che ci piacciono.
Lauri: Cerchiamo di suonare almeno una canzone diversa ogni sera.

Perché il sound dell’ultimo singolo, “Mysteria”, assomiglia di più al lavoro da solista di Lauri che allo stile dei The Rasmus?
Lauri: Sembra così perché alla fine c’è la parte techno, ma è solo una singola canzone, non il nuovo stile dei The Rasmus o altro; volevamo solo fare una canzone così e vedremo come continuare da qui.
Stiamo pensando di prenderci una piccola pausa il prossimo anno, ma allo stesso tempo è bello essere in questo tour, abbiamo parlato un po’ del prossimo album e cosa dovrebbe essere e forse ci vorranno due anni o più prima che sia pubblicato. Siamo abbastanza critici riguardo a quello che facciamo uscire così anche se scriviamo 35 canzoni poi solo 10 verranno pubblicate, ma di solito queste idee rimangono sul retro della nostra mente e forse diventeranno poi qualcos’altro o forse non è il momento giusto per loro per stare sull’album. A volte le canzoni si sviluppano in più di dieci anni.

Lo scorso aprile quando avete pubblicato il vostro ultimo album “The Rasmus” avevate detto più volte che non avreste mai più aspettato tanto tempo tra una pubblicazione e l’altra, quindi come mai ora avete deciso di prendervi una pausa?
Aki: All’inizio del prossimo anno faremo qualche concerto in America Latina e il prossimo autunno Lauri pubblicherà il suo secondo album solista e quindi è naturale che faremo una pausa con i The Rasmus. Abbiamo anche bisogno di tempo per scrivere le nuove canzoni perché non possiamo scriverle e registrarle mentre siamo in tour, quindi è un bene avere un piccolo momento di pausa.
Lauri: Sì, perché se diciamo che siamo disponibili poi veniamo richiesti per suonare a concerti e non ci potremo focalizzare sul nuovo materiale, è meglio fermarsi per un po’ e tornare con un nuovo album e un nuovo tour.

In ogni album c’è almeno una canzone che parla della speranza per il futuro, pensate sul serio che ci sia una specie di luce alla fine del tunnel?
Lauri: Certo, siamo dei tipi abbastanza positivi.
Aki: Siamo dei ragazzi veramente positivi, anche se a volte non sembra così, ma abbiamo un senso dell’umorismo molto buono e alla fine siamo veramente positivi.
Lauri: Penso che parliamo di tutti i tipi di cose tragiche e ne cantiamo al riguardo addentrandoci in profondità, ma in qualche modo pensiamo che possiamo superare queste cose.

Intervista realizzata il 16 novembre per conto del portale www.italiainmusica.com

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