A causa dell’epidemia di febbre suina che ha colpito lo stato del Messico e in particolare Città del Messico nelle ultime settimane e che ha già provocato almeno 20 morti, le autorità locali hanno ordinato la chiusura delle scuole, degli edifici pubblici e tutte le manifestazioni pubbliche sono state sospese, compreso il concerto dei The Rasmus che doveva tenersi nella capitale il 24 aprile.
Al momento i rimanenti concerti in Messico sono confermati; il risarcimento dei biglietti del concerto annullato potrà essere chiesto a partite dal 29 aprile presso il luogo dove sono stati acquistati.
 
Eero ha anche rilasciato una corta intervista telefonica al canale televisivo finlandese Nelonen, che potete ascoltare qui, mentre di seguito potete leggerne la traduzione:
 
Quando siete stati informati che il concerto doveva essere cancellato, e qual è il motivo che vi è stato riferito?
Ieri pomeriggio attorno le 4-5 eravamo all’Auditorio Nacional a Città del Messico quando il nostro manager Seppo Vesterinen ci ha chiamati per dirci che c’era una grande possibilità che il concerto potesse essere cancellato. E’ sembrato molto strano, i preparativi erano andati molto bene e il locale era veramente grande, ed era uno dei concerti che stavamo aspettando di più per questa primavera. Siamo molto famosi in Messico, e la possibilità della cancellazione è sembrata folle. Ma più tardi nel pomeriggio le autorità locali hanno deciso che era meglio chiudere tutti i teatri e i cinema e musei come precauzione per prevenire l’estensione del virus.
 
Apparentemente non tutti i vostri concerti in Messico dovranno essere cancellati?
Non altrove, perché l’epidemia sembra aver colpito solo Città del Messico. Oggi suoneremo a Monterrey e domani a Guadalajara. Almeno una parte del pubblico del concerto cancellato verrà agli altri concerti, il che è una cosa buona.
 
Le persone hanno avuto attacchi isterici per l’epidemia nelle strade di Città del Messico?
In realtà non abbiamo avuto l’occasione di andare nelle strade, ma nei giornali ci sono state delle foto di persone con mascherine protettive, che dovrebbe aiutare ad evitare l’estensione dell’infezione.
Apparentemente le mascherine sono distribuite pubblicamente, dato che ho visto una fotografia di un soldato che le distribuiva alle persone in auto. La situazione sembra essere stata presa seriamente. Nessuno di noi si è lasciato prendere dal panico o altro, ma dato che non sappiamo quanto pericoloso possa essere e quanto facilmente l’infezione si può estendere, siamo tutti preoccupati e ci domandiamo cosa dovremo quindi fare. L’incertezza è la cosa più dura.