Sul sito polacco www.interia.tv potete vedere una video intervista con Lauri & Aki registrata durante la loro visita promozionale a Varsavia di novembre.
 
Qui potete vedere l’intervista, che è doppiata in polacco ma potete sentire facilmente le loro voci originali; comunque qui di seguito potete leggerne la traduzione.
 
Intervistatrice: La prima domanda, le rose nere come profumano?
Lauri: Le rose nere?
 
Intervistatrice: Sì, sono scure e ghiacciate?
Lauri: Sì, sono scure e ghiacciate. Penso che le rose nere siano un simbolo, se le rose rosse simboleggiano l’amore, le rose nere simboleggiano l’amore cattivo. Abbiamo chiamato il nostro album Black Roses anche perché abbiamo ricevuto rose nere dai fan da molti anni, ce le danno dopo i concerti, le lanciano sul palco, quindi abbiamo pensato che sarebbe stata una bella cosa restituirgliele sotto forma della musica.
 
Intervistatrice: La prima canzone dell’album si intitola Livin’ In A World Without You; la domanda è: senza quale tipo di sentimento non sentiresti di essere veramente vivo?
Aki: Ci sono molti sentimenti, non sarebbe possibile vivere senza amore, e non sarebbe possibile vivere senza odio.
Lauri: Penso che tutti i sentimenti siano belli, oggi mi sento molto felice, mi sono svegliato ed ero felice, sono ancora felice, spero lo sarò per tutto il resto del giorno; ma mi conosco e domani potrei svegliarmi ed essere veramente triste, il mio stato d’animo cambia ogni giorno ma non m’importa, è bello giocare con i propri sentimenti. Se sono triste e mi manca qualcuno a casa o qualcosa, mi siedo nel tourbus ascoltando della musica triste, mi piace andare ancora più a fondo della tristezza, è anche una bella sensazione.
Aki: Dovresti controllare i tuoi sentimenti con la musica, almeno noi la pensiamo così. Ne abbiamo parlato e pensiamo che sia positivo ingrandire i tuoi sentimenti con la musica, i film o qualcosa.
 
Intervistatrice: Se parliamo di sentimenti, è crudele e sconsiderata – Ghost Of Love. Siete spaventati dal fantasma dell’amore e cos’è l’amore?
Lauri: Non credo sia una specie di canzone che spaventa, parla di tutto quello che fai nella vita, lascia un segno nel karma e tutti i ricordi dal passato ti perseguiteranno come un fantasma e questa canzone parla di questo. Fondamentalmente parla dell’amore ma può essere presa in modi diversi.
 
Intervistatrice: E per te?
Aki: Lo stesso.
 
Intervistatrice: Mi piacerebbe chiedere qualcosa su un’altra canzone, è Justify, cosa significa per te “vivere nel mirino di una pistola”?
Lauri: In Justify significa una pressione di qualcosa sotto la quale ho vissuto. E’ molto personale per me, forse la canzone più personale di tutto l’album.
 
Intervistatrice: L’ho sentito.
Lauri: Bene. Forse in questa canzone voglio dare a me stesso una lezione, una specie di insegnamento che dovrei provare ad essere un po’ una persona migliore. C’è un verso che significa molto per me: “dovrei andare e trovare me stesso prima che vada e rovini qualcun altro”, significa che dover cercare di conoscere bene te stesso prima di creare un caos nella vita di altre persone. Forse alcune volte sono stato troppo egoista e infantile, sempre concentrato sulla mia carriera, sul mio gruppo, su me stesso e mi dispiace molto; ma è un po’ difficile da risolvere: quando incontro i miei amici dopo il tour e tornando a casa, naturalmente di cosa parleremo? “Come va il gruppo? Avete fatto un lungo tour, 3 mesi! Raccontami un po’. Ed io dico “No, non voglio parlare del mio gruppo, parliamo di te”. Mi sento un po’ colpevole e quella è stata l’ispirazione per molte canzoni che ho scritto.
 
Intervistatrice: Ho una domanda sulla meditazione, come influenza la vostra musica?
Lauri: Non pratichiamo la meditazione, lo fa il nostro bassista Eero, che non è qui oggi. Pratica la Sahaja yoga, ogni giorno si sveglia verso le 7 e fa mezz’ora di meditazione, si schiarisce la mente, anche quando va a dormire. E’ un ragazzo davvero spirituale, ma anche io medito in altri modi: ho una piccola barca ancorata vicino a casa mia, esco in mare, galleggio là e sento come se il tempo si fermasse in quel posto, mi godo la bellezza della natura perché ci sono molte foreste vicino. Questi momenti di pace sono un buon equilibrio per la nostra vita, che è frenetica – viaggiare, ogni giorno in una nuova città, incontrare sempre nuove persone, quindi hai bisogno di un momento privato, è molto importante.
Aki: Sì, anche dopo queste lunghe giornate, voglio dire ci siamo svegliati alle 6 a Helsinki, Finlandia e poi abbiamo preso l’aereo per Varsavia, molti incontri, interviste e così via. E’ una lunga giornata e dobbiamo trovare qualcosa da fare per la serata, abbiamo deciso di andare in città e provare la birra locale, forse vedere altri gruppi dal vivo o vedere soltanto com’è la vita notturna di Varsavia. Sarà creativo, se conosci qualcosa, faccelo sapere.
 
Intervistatrice: Va bene, dopo l’intervista. Se parliamo di equilibrio, ho la sensazione che le vostre canzoni siano in equilibrio tra la vita reale e la speranza. Cos’è più importante per voi, realtà o immaginazione?
Lauri: Bella domanda. La realtà è molto importante per me se scrivo canzoni, ogni canzone deve avere una base di verità, collegata a qualcosa che ho vissuto, qualche mia esperienza o che voglio vivere in futuro. Ma anche l’immaginazione è una bella cosa che la gente perde quando cresce, invidio i bambini che possono vivere in un mondo di immaginazione e cerco di conservarla più che posso. Ho appena guardato Il Labirinto di Pan, è un bellissimo film che parla dell’immaginazione dei bambini e di come scappare dal mondo cattivo e rifugiarsi nel proprio mondo immaginario. La gente dovrebbe cercare di non perderla quando cresce.
 
Intervistatrice: Il bambino che è in te.. hai paura di qualcosa?
Lauri: Forse i bambini hanno paura dell’oscurità ma sono così innocenti che non dovrebbero averne.
 
Intervistatrice: Ma tu sei un artista, dovresti essere un po’ come un bambino.
Lauri: Sì, abbiamo formato il gruppo nel 1994 quando avevamo circa 15-16 anni e credo che una parte di me è sempre la stessa, il Lauri di allora. Naturalmente sto diventando vecchio e non posso evitarlo ma in qualche modo qualcosa è rimasta allo stesso livello, un livello ingenuo. Spesso quando sei in un gruppo senti come se vivessi dentro una bolla, ma voglio mantenerlo così, ho bisogno di questi momenti nella mia vita come sentirsi invincibile, avere uno scudo attorno a me; questo è il comportamento dell’amicizia e della band. Molte volte siamo stati in situazioni in cui ci sentivamo di non appartenere come gruppo, come quando siamo andati a Nashville per registrare l’album, eravamo tra tutti questi cowboy, Hillie Billie e tutte quelle cose folli, ognuno aveva un cappello e gli stivali ed eravamo acconciati come sempre in quel luogo, una volta ero truccato e quando sono andato al bagno degli uomini, un ragazzo è venuto verso di me e mi ha detto “sei sicuro di non essere una donna, ragazzo?” ma poi di nuovo quando siamo andati nello studio tutti assieme con la nostra gente ci siamo sentiti forti, siamo tutti contro il mondo intero, penso che abbiamo ricevuto tanto da quella situazione e quei sentimenti.
 
Intervistatrice: Mi piacerebbe chiedervi della canzone In The Shadows, che tipo di sentimento o di ricordo vale la pena conservare nell’ombra, nascondere? So che può ricordare Hide From The Sun…
Lauri: Credo che tutti abbiano i propri segreti che debbano tenere per se stessi, mi sento un po’ nudo quando scrivo della mia vita personale.
 
Intervistatrice: E’ come uno striptease, uno striptease emotivo.
Lauri: Sì, è come uno striptease emotivo; ma comunque posso usare qualche metafora, so qual’è il vero significato ma la gente può averne una leggera idea di cosa sto pensando e possono anche collegare queste cose che sto dicendo, come hai detto tu prima dell’intervista. Che questa musica significa qualcosa per te ed è fantastico, perché effettivamente ho scritto tutte le canzoni su di te, solo per te!
 
Intervistatrice: Grazie! Hai detto prima “noi contro il mondo” ed ho la sensazione che quelle rose nere stiano giacendo sulla tomba della tua ultima rabbia, ho ragione o torto?
Lauri: Le rose nere stanno giacendo sulla tomba della mia ultima rabbia…w ow, questo è poetico!
 
Intervistatrice: Grazie!
Lauri: Posso scriverlo nella mia canzone?
 
Intervistatrice: Va bene!
Aki: La troverai nella nostra prossima canzone.
Lauri: Sì, in un certo senso, è una cosa molto visuale, mi piace. Molte volte quando scrivo una canzone cerco nella mia mente alcune foto per iniziare, come una foto o un dipinto o altro. In questo album avevamo una storia e dei testi prima di avere la musica. E’ stato un modo molto interessante di creare l’album, di solito cercavamo di concentrarci su una canzone, terminarla e farne un’altra ma questa volta abbiamo scritto tutte le canzoni nello stesso momento, avevamo una mappa di associazioni sul tavolo, molti testi e lo scheletro dell’intero album, ci abbiamo lavorato tipo: ok, oggi scriviamo questa parte della storia, di che tipo di musica ha bisogno che stia bene con la storia? Di quale riff di chitarra, quale batteria? E’ stato come fare un’immagine ed un’idea e poi scrivere una musica.
 
Intervistatrice: Ho una sensazione quando ascolto il vostro album, come di essere in viaggio, passo le fermate degli autobus, paesaggi, in questa specie di viaggio.
Lauri: Sì, nell’album ci sono tipo 4 capitoli principali, ho letto un libro per gli sceneggiatori dei film di Hollywood, in molti film è usato un concetto di dividere la storia in 4 parti, come Titanic, Star Wars, ET, Million Dollar Baby e molti altri, di solito la prima parte è chiamata l’orfano, quando il protagonista è un orfano ma può significare molte cose, dipende dalla storia. Come in Star Wars, c’è un orfano, Luke Skywalker, e poi diventa un vagabondo, quella è la seconda parte quando cerca se stesso, il senso della sua vita, poi è il guerriero, che fronteggia viso a viso la sua sorte e il suo destino. E l’ultima parte è il martire, in questo caso Luke uccide suo padre. E in questo ultimo capitolo essenzialmente il personaggio deve abbandonare tutto ciò che vuole per ottenere ciò di cui ha bisogno. Quindi abbiamo messo assieme quattro capitoli e questa è l’intera base di Black Roses.
 
Intervistatrice: Sì, posso sentirlo. Quindi, Black Roses, un album molto buono, un libro molto buono, dei capitoli molto buoni, c’è qualcosa che volete dire a tutti quelli gli spettatori di Interia?
Aki: Beh, faremo dei concerti, abbiamo in programma di andare là forse a febbraio, quindi ci vediamo presto.
Lauri: Ciao ciao!
 
Intervistatrice: Grazie, l’album è veramente bello, lo ascolto tutto il tempo.