Sul sito del programma tedesco The Dome 47 potete trovare un’intervista ai The Rasmus registrata durante la loro partecipazione al programma lo scorso agosto.
 
Qui potete vedere l’intervista, mentre in questa pagina se scorrete a destra il menu orizzontale sotto la scritta Videoplayer, potete vedere la pubblicità del sito fatta dal gruppo.
 
Di seguito invece potete leggere la traduzione dell’intervista:
Intervistatore: Ciao ragazzi, è bello avervi qua!
Lauri: Beh, è bello essere tornati al The Dome e in Germania in generale, cioè siamo stati lontano per un paio di anni, tre anni ora, da quando l’ultimo album è stato rilasciato e stiamo bene. Stiamo mettendo assieme il tour e forse saremo in tour in Germania in gennaio, quindi va tutto bene.
 
Intervistatore: Questa è stata la pausa più lunga tra due dei vostri album?
Eero: Sì, penso di sì. Di solito abbiamo sempre registrato e rilasciato gli album ogni 2 anni o qualcosa del genere, ma questa volta alcuni di noi sono diventati padri e cose così e quindi c’è stato un po’ di tempo da spendere anche a casa.
 
Intervistatore: La vostra paternità ha influenzato l’album in qualche modo?
Lauri: Non lo so, non penso che sia veramente una buona idea iniziare a cantare troppe canzoni che parlano dei tuoi bambini; ma naturalmente è una cosa importante che ti capita nella vita e in qualche modo è riflessa nella musica perché perlopiù scrivo dei miei veri sentimenti, quindi…vedremo.
 
Intervistatore: Qual’è la differenza più grossa tra il nuovo album e quelli precedenti?
Lauri: Beh, penso che quello che è successo dopo In The Shadows, tutto quel successo improvviso e il tentativo di controllare il gruppo, di spingerlo in una categoria e comandarlo troppo; abbiamo fatto l’album Hide From The Sun veramente sotto pressione e penso che si nota…
Pauli: E’ accaduto tutto troppo velocemente subito dopo il tour e non c’erano nell’aria i migliori sentimenti, anche se è un album buono, sono stati dei momenti troppo sotto pressione e lo abbiamo fatto troppo veloci.
Lauri: Ma questa volta ci siamo sentiti come a fare un passo indietro ai metodi precedenti e ci siamo divertiti molto di più a creare le canzoni, mettere assieme tutte le cose più strane come…non so veramente cosa è successo, è stato spontaneo.
Pauli: Non abbiamo fatto una canzone e lasciata per i produttori, eravamo molto più coinvolti nel grande processo, è stato tutto più interessante e si nota nella musica.
 
Intervistatore: Presto andrete in tour in Finlandia. Porterete le vostre famiglie con voi?
Eero: Penso che sarebbe troppo portare tutte le famiglie con noi, in Finlandia suoneremo un paio di spettacoli con altri gruppi che conosciamo molto bene ed è una combinazione di tre gruppi, è una cosa carina, 8 spettacoli, e poi faremo qualche data in Russia; in gennaio/febbraio faremo qualche data in Germania e in altre parti in Europa e non vediamo l’ora perché è passato un bel po’ di tempo da quando siamo stati qui e vogliamo tornare e provare che…
Lauri: …Siamo i migliori!
 
Intervistatore: Che caratteristiche sono tipicamente finlandesi, cosa direste?
Eero: Beh, credo che gli stereotipi dei finlandesi siano che sono forse un po’ timidi e forse un po’ riservati quando parli con loro e penso che sotto alcuni punti di vista sia vero perché i finlandesi sono silenziosi, anche se viaggi nella metropolitana o in autobus in città, a Helsinki, ti senti come “nessuno parla qui, c’è forse qualche regola segreta che nessuno deve parlare sull’autobus?”; ma comunque se finisci a capire la mentalità finlandese puoi goderti i momenti silenziosi quando tutti vogliono stare nel proprio mondo.
Pauli: Un altro stereotipo tipico è che siamo sempre stranamente onesti, come lo sono i bambini; diciamo spesso “non mi piace”, se qualcuno chiede per esempio “cosa ne pensi della mia maglia?” e se vai in qualche altro paese ti rispondono “sì, una maglia molto carina”, in modo molto loquace, ma in Finlandia ti rispondono “non mi piace quella cosa”.
Lauri: Non mi piace quella cosa!
Pauli: Molto onestamente, ma anche…non cerchiamo di dire “sì, tutto va bene, stupendo concerto, tutto è splendido”, non abbiamo quella via di messo, o è sì o è no, fa schifo.
 
Intervistatore: Che effetto porta questo sul gruppo?
Eero: Penso che quando siamo 4 ragazzi e ci conosciamo da così tanto tempo, qualche volta devi parlare direttamente.
Pauli: Per noi è una cosa buona quella di essere onesti.
Eero: E’ una specie di benedizione quella di essere onesti.
Pauli: Essere onesti è utile anche quando suoni, diciamo sempre che è educato essere onesti e rudi perché dobbiamo sapere velocemente quello che dobbiamo sapere, quindi è più educato dire subito quello che pensi che tenere nascosto dentro di te in una scatolina che poi esploderà.
 
Intervistatore: Avete organizzato qualcosa di speciale per la vostra apparizione al The Dome 47?
Eero: Beh, sinceramente volevamo avere degli spettacolari fuochi d’artificio, ma poi ci hanno detto che devi pagare 1.500 euro di multa se fumi dentro il locale, quindi…
Lauri: Abbiamo qualche piuma, abbiamo ucciso migliaia di piccoli uccelli innocenti, stavano supplicando di essere aiutati…
Pauli: Veramente le abbiamo prese dalla sua testa.
Lauri: Ma sarà bello vedere come le persone reagiranno alla nuova canzone, suonare il nuovo singolo davanti a tutta questa gente, dovrebbero esserci circa 10.000 persone.
 
Intervistatore: Grazie!